La storia di Cleopatra Regina d'Egitto: dalla nascita alla morte

La storia di Cleopatra Regina d’Egitto

Bellissima, scaltra, intraprendente, una donna passata alla storia per i suoi amori e il suo fiuto politico: ecco la storia di Cleopatra, l’ultima Regina d’Egitto.

La Gioventù di Cleopatra

dipinto cleopatraCleopatra VII, come viene ricordata dalla storiografia contemporanea, fu l’ultima regina del regno d’Egitto guidato dalla dinastia macedone dei Tolomei, che in tale paese si era insediata dopo la spartizione dell’antico impero di Alessandro Magno. Alla sua morte, il paese verrà definitivamente annesso all’impero romano, determinando così la fine dell’epoca chiamata ellenistica.

Cleopatra nacque probabilmente tra il 70 e il 69 a.C., come figlia del faraone Tolomeo XII Aulete; discussa l’identità della madre, che secondo alcuni fu una donna sconosciuta, mentre secondo altri fu Cleopatra VI, sorella e al contempo moglie di Tolomeo XII. La sua ascendenza regale collocò Cleopatra nell’ambito della dinastia dei Tolomei, con parentele anche verso quella dei Seleucidi: in questi termini, la futura regina poteva vantare una sontuosa linea familiare che la inseriva a pieno titolo tra i più importanti discendenti del regno macedone di Alessandro Magno.

Il suo nome proviene dal greco “Kleos patros”, che letteralmente significa “gloria del padre”. Tra i tratti distintivi della sua famiglia regnante v’era il fatto che essi usassero tradizionalmente solo il greco, considerando l’egiziano una lingua non ufficiale: a differenza delle tradizioni, invece, Cleopatra si impegnò nello studio dell’egizio (ma, in seguito, si dice che parlasse fluentemente molte altre lingue antiche), che avrebbe utilizzato nel periodo del suo regno per imporsi più saldamente come sovrana dell’intero Paese. Non a caso, Cleopatra viene tuttora considerata, insieme ai faraoni Ramses II e Tutankhamon, tra i regnanti più famosi dell’antico Egitto.

La gioventù di Cleopatra fu caratterizzata dal progressivo avvicinamento tra gli interessi politici egiziani e quelli romani, che condusse il padre di Cleopatra a fuggire dal regno nel 58 a.C., quando i romani strapparono il regno cliente di Cipro al fratellastro del faraone. La crisi politica interna condusse il faraone a chiedere l’intervento dei romani, nell’aiutarlo a restaurarne il trono: questo provocò inevitabilmente una prima ingerenza romana negli interessi dell’Egitto, che avrebbe successivamente caratterizzato tutto il regno di Cleopatra.

Cleopatra regina d’Egitto e l’amore per Cesare

Una volta recuperato il trono, tuttavia, Tolomeo si sarebbe ammalato presto, per morire nella primavera del 51 a.C. Secondo le disposizioni già prese dal precedente faraone, Cleopatra sarebbe diventata regina in quanto figlia maggiore: tuttavia, onde evitare il rischio di tumulti a causa del suo essere donna, il padre aveva deciso che nel regno sarebbe stata affiancata dal fratello Tolomeo XIII. Entrambi i figli, infatti, ricevettero nel 52 a.C. l’appellativo di Theoi Neoi Philadelphoi (“nuovi Dei fratelli amanti”): infatti, alla morte del padre, Cleopatra salì al trono insieme al fratello di appena dieci anni, con il quale, secondo la tradizione della dinastia tolemaica, avrebbe dovuto sposarsi per condurre congiuntamente il regno. Tuttavia, il matrimonio non ebbe luogo al momento dell’ascensione al trono d’Egitto e, secondo le fonti disponibili, probabilmente non si sarebbe mai concretizzata.

statua cleopatraL’astuzia di Cleopatra si manifestò già durante i primi anni di regno: infatti, nonostante il disegno paterno, che avrebbe voluto un regno congiunto tra i due fratelli, Cleopatra cercò sin da subito di accentrare il potere nelle sue mani, rimuovendo addirittura il nome del fratello dagli atti ufficiali. Allo stesso tempo, lavorò per rendere più riconoscibile e apprezzato il suo nome presso il popolo, come dimostra la partecipazione ai riti di assunzione del nuovo toro sacro di Api. Infine, cominciò sin da subito a tessere tele di amicizie ed alleanze politiche, come quella nei confronti del governatore dell’Alto Egitto, Callimaco, regione particolarmente importante dal punto di vista politico e presso cui il padre di Cleopatra aveva goduto di ampia popolarità.

Le manovre politiche della Regina, tuttavia, raccolsero rapidamente il malcontento di molti notabili di corte, i quali approfittarono di una forte carestia, verificatasi nella seconda metà del 50 a.C., per minare il consenso che Cleopatra stava raccogliendo presso la popolazione: in particolare, obbligarono i mercanti dell’Alto Egitto a dirottare il grano verso Alessandria, così impoverendo il territorio in cui la Regina godeva di maggior consenso. La manovra ebbe l’effetto sperato, al punto che la Regina fu costretta, tra il 49 e il 48 a.C., a lasciare prima Alessandria e, infine, anche l’Alto Egitto, trovando rifugio in Siria, dove poteva contare su alcuni validi alleati del padre. Qui Cleopatra si preparò all’imminente guerra civile contro la fazione che voleva estrometterla dal trono in favore del co-faraone Tolomeo XIII.

Gli eventi, tuttavia, vennero rapidamente sconvolti dall’arrivo in Egitto del generale romano Pompeo, in cerca di rifugio dopo la sconfitta ad opera di Giulio Cesare, che pose fine alla prima guerra civile romana. Il generale romano sperava di trovare rifugio alla corte di Tolomeo XIII, ma quest’ultimo, temendo possibili reazioni da parte del vittorioso Cesare, decise di farlo assassinare, per poi offrirne la testa all’antico nemico.

Questo atto, tuttavia, non incontrò il favore di Cesare, che, anzi, appresa la situazione di guerra civile esistente tra Tolomeo XIII e Cleopatra, decise di intervenire per risolvere il conflitto, in forza anche del testamento di Tolomeo XII che nominava il popolo romano come garante della stabilità politica dell’Egitto. Durante questo periodo di stasi, il console romano, ormai prossimo a divenire dittatore, rimase ad Alessandria d’Egitto con le sue legioni, incontrando il discontento del popolo, che si sollevò numerose volte in rivolte contro quello che veniva visto come un usurpatore illecito. L’ingerenza romana negli affari egizi si tradusse, infine, in un vero e proprio tentativo di ribellione, ordito dalla fazione dei Gabiniani, fedeli a Tolomeo: lo scontro sfociò in un assalto alle legioni situate ad Alessandria e all’assedio del palazzo reale. Per difendersi, Cesare, ordinò l’incendio della flotta egizia nel porto, ma le fiamme si propagarono ben presto in tutta la città, distruggendone buona parte, insieme alla famosa Biblioteca di Alessandria. Una volta sedata la rivolta, Cesare scoprì le trame esistenti ai suoi danni e si decise ad arrestare e giustiziare Tolomeo.

Dopo una lunga battaglia contro le residue forze fedeli al giovane faraone, Cesare rientrò in Alessandria con le sue legioni e con numerosi rinforzi arrivati dalle province asiatiche e impose una nuova co-reggenza tra Cleopatra e il secondo fratello di lei, Tolomeo XIV. Sebbene l’Egitto rimanesse formalmente indipendente, è da questo momento che il rapporto con la repubblica romana divenne così saldo da determinarne una dipendenza di fatto: non a caso il generale romano lasciò alcune legioni ad Alessandria per mantenere l’ordine pubblico.

Inoltre, durante tutto il tempo in cui Cesare rimase in Egitto nacque e si sviluppò una relazione amorosa con Cleopatra: è proprio questo il motivo che ha permesso a molti storici antichi e moderni di attribuire alla Regina grandissime doti da seduttrice e ammaliatrice, dal momento che, grazie alle proprie armi di fascino e astuzia, Cleopatra riuscì a garantirsi l’appoggio del potente console romano per mantenere e restaurare il proprio potere.

Dalla relazione tra Cesare e la bellissima Cleopatra sarebbe nato un figlio, Tolomeo Cesare, detto Cesarione (dal greco Kaisarion “piccolo Cesare”). Peraltro, con la nascita di un figlio, Cesare assicurò a sè stesso anche un legame personale con il trono egiziano, mentre Cleopatra si forniva di garanzie di indipendenza e potere.

Dall’assassinio di Cesare alla morte di Cleopatra

La relazione tra Cesare e Cleopatra durò negli anni successivi, fino a quando nel 46 a.C. la Regina si recò a Roma con il figlio appena nato, rimanendovi fino alla morte del dittatore nel 44 a.C. Il clima politico deteriorato nella città e l’evidente ostilità nei confronti della regina straniera da parte degli ambienti repubblicani in rivolta (gli stessi, peraltro, che avevano congiurato per liberarsi del dittatore romano), convinsero la Regina a ritornare in Egitto, dove, dopo la morte del fratello Tolomeo XIV, associò a sè come co-reggente il piccolo Cesarione, col nome di Tolomeo XV.

Le fortune politiche di Cleopatra, da quel momento, dipesero dalla successiva relazione instaurata, a partire dal 42 a.C., con Marco Antonio, uomo di fiducia di Cesare e attuale triumviro di Roma. Tra i due nacque una relazione che condusse il generale ad Alessandria per tutto l’anno successivo, culminata nella nascita di due gemelli, Cleopatra Selene e Alessandro Helios. I due, inoltre, si sarebbero formalmente sposati nel 37 a.C., anche se Antonio era già legato, secondo il rito matrimoniale romano, con Ottavia, sorella di Ottaviano, l’altro triumviro. Il ripudio della moglie legittima da parte di Marco Antonio scosse profondamente l’opinione pubblica romana e rappresentò l’arma perfetta per Ottaviano, il quale seppe abilmente manipolare gli ambienti politici romani contro la coppia romano-egiziana. In realtà, Ottaviano, preoccupato del crescente potere di Cleopatra, che minacciava di voler instaurare un impero orientale potenzialmente pericoloso per l’egemonia romana nel Mediterraneo, colse rapidamente la palla al balzo per far passare Marco Antonio come traditore della patria.

Lo scontro fu inevitabile: dopo la dichiarazione di guerra all’Egitto, Cleopatra fece costruire una enorme flotta di 300 navi, che si scontrarono, nel 31 a.C. contro la flotta romana durante la celebre battaglia di Azio.
Questo scontro si rivelò un disastro per la flotta egiziana, perciò la regina riparò rapidamente ad Alessandria insieme ad Antonio. Pochi mesi dopo, Ottaviano invase il regno d’Egitto con le sue legioni, occupando rapidamente Alessandria e inducendo Antonio a suicidarsi per non cadere nelle mani del suo nemico.

Quando ormai tutto era perduto, Cleopatra, secondo quanto racconta Plutarco, si rinchiuse nel mausoleo tolemaico e si suicidò con il morso di un’aspide. Questa versione, tuttavia, è contestata da alcuni studiosi moderni, i quali ipotizzano che la Regina sarebbe stata ben consapevole del fatto che il veleno di questo serpente l’avrebbe condotta ad una lunga agonia, proponendo in alternativa l’utilizzo di una miscela di veleni precedentemente preparata.

Dopo la morte dell’ultima Regina, l’Egitto venne formalmente conquistato da Ottaviano e convertito in una provincia romana. Lo stesso Ottaviano, che presto sarebbe diventato l’imperatore Augusto, fece giustiziare Cesarione (temendone le pretese ereditarie, in quanto figlio di Cesare) e festeggiò il proprio trionfo a Roma seguito da un carro che montava un dipinto della bellissima Cleopatra, tra le più acerrime nemiche della res publica romana.

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