Scopriamo il gioco da tavolo del Senet dell'antico Egitto

Scopriamo il gioco da tavolo del Senet dell’antico Egitto

Come affermano molti scrittori e artisti “Giocare è una cosa seria”, questa frase riflettendo rispecchia veramente la verità e ci accomuna davvero tutti, fin da quando siamo piccini fino all’età adulta inutile negarlo, non c’è da meravigliarsi perché questo detto vale fin dai tempi antichi, da millenni. E allora cosa c’è di meglio di provare a viaggiare nel tempio per vedere come si giocava nelle epoche passate e che significati avevano i loro giochi? Preparatevi e mettetevi comodi, andremo alla scoperta del Senet, uno se non il più antico gioco da tavolo famoso che tutti conosciamo e proveniente dall’antico Egitto, la terra di Cleopatra. Sono sicuro che ne rimarrete affascinati e curiosi di giocarci subito.

Un gioco per tutte le età

senet gioco tavoloIl Senet inizialmente era un gioco di società destinato a pochi fortunati, infatti era il passatempo preferito dei faraoni. Con il passare del tempo, una sua variante più completa iniziò a mano a mano ad espandersi fino a diventare molto popolare tra la popolazione, compresi anche i più piccoli.

Questo gioco in poco tempo entrò in maniera prepotente nella vita quotidiana degli antichi Egizi, nel corso del tempo infatti sono state ritrovate diverse scacchiere, spiegazioni di regole addirittura nelle tombe anche di gente facoltosa, immagini varie e citazioni del gioco che con dei geroglifici raccontavano la vita giornaliera e il trapasso dalla vita alla morte.

La parola Senet vuol dire appunto passaggio, alcuni studiosi infatti pensavano che secondo le credenze egizie legate alla morte, il destino del deceduto dopo la morte era appunto in mano al responso di una gara di Senet, giocata contro un rivale astratto.

Curiosità: Il Senet è uno dei più antichi giochi da tavolo (come quelli ad esempio trattati su migliorigiochi.eu per intenderci) precursore del Backgammon (o chiamato in Italia come Tavola Reale o Tic Tac).

Come si gioca al Senet

Malgrado le tantissime documentazioni a riguardo su questo gioco che sono arrivate fino ad oggi, le regole complete e originali non si conoscono in maniera intera e certa.
Gli studiosi Robert “Charles Bell” e “Timothy Kendall” non hanno mollato la presa e piano piano hanno cercato a ricomporre il gioco tenendo conto su alcuni ragionamenti che hanno un filo logico tra loro, va tenuto conto però che tutto questo non trova nessuna corrispondenza con la storia.

L’uniche cose certe che si sanno è che il gioco è stato studiato per due persone ed è formato da una scacchiera con presenti 30 caselle posizionate in 3 colonne da 10. Ogni giocatore ha un set formato da 7 pedine, una volta terminata la partita queste vanno riposte nella scatola del gioco.

Le pedine dopo il lancio di una specie di bastoncini che funzionavano da sostituti dei classici dadi, venivano mosse dalla prima casella posta in alto a sinistra e mano a mano arrivavano nell’ultima casella in basso a destra.

L’obiettivo del gioco non era altro che condurre tutti i propri pezzi alla fine del percorso e quindi portali in riparo “nell’aldilà”. Il vincitore era colui che completava per primo tutto il cammino con tutte le proprie pedine.

Non tutte le caselle del gioco però erano le stesse, c’è da fare molta attenzione. Circa a metà del percorso si trovava la “casa della rinascita”, ovvero quando una pedina non poteva essere “attaccata”, si trovava anche un punto dove si tornava indietro, precisamente nella casella 27, dove veniva raffigurato un disegno dell’acqua. Anche nella casella 26 le pedine non potevano essere attaccate dallo sfidante e prendeva il nome di “casa dell’abbondanza”. Stessa sorte per le ultime tre caselle presenti nel gioco (frequentemente segnalate sulla tavola da gioco con il solo numero del punteggio che porta a finire il percorso): nella casella 28 denominata la “casa delle tre verità”, la pedina dovrà aspettare che esca il numero 3 per poter uscire nuovamente, la 29 disegnata con l’Occhio di Horus, deve ottenere un 2 per liberarsi tramite i bastoncini e per concludere la numero 30 chiamata la “casa di Ra” dove una volta arrivati basterà un semplice 1 per ottenere l’accesso nell’aldilà.

Dove trovare il gioco

senet dipintoSe fate delle ricerche su internet, noterete che nei tempi antichi erano presenti moltissimi varianti di Senet, e ovviamente anche al giorno d’oggi visto che non ci sono delle regole uniche e accertate. La tavola da gioco può cambiare solamente in qualche dettaglio, sia per i modelli ridisegnati dagli appassionati e sia per i modelli che si trovano in vendita in commercio.
La scacchiera infondo ha un disegno molto semplice e quindi è molto facile da riprodurre anche a mano su un cartone o un foglio.

Se siete degli amanti della tecnologia e volete giocare comodamente senza creare la vostra scacchiera o acquistarla in commercio, online si trovano molte versioni del gioco per poter divertirsi direttamente al pc, oppure potete scaricare delle applicazioni per provarlo sul tablet o sul telefonino. Il mio consiglio e di provare più varianti possibili e valutare quale farà al caso vostro.

Per i più curiosi e appassionati dell’antico Egitto, c’è la possibilità di ammirare dal vivo un Senet originale, basta recarsi al Museo Egizio che si trova nella città di Torino. Immaginate quante sfide ha sostenuto in tutta la sua storia.

Il Senet è stato per più di mille anni e lo è ancora ai giorni nostri, un bellissimo passatempo che ci fa capire come si può giocare e divertirsi nello stesso tempo affrontando un tema particolare come quello dell’aldilà e la morte. In conclusione, che vogliate immedesimarvi in un famoso faraone o in un classico bambino di quell’epoca, ha poca importanza la vita è il gioco sono davvero correlati e vale la pena iniziare a farsi una bella partita!

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