Scopriamo il gioco da tavolo del Senet dell’antico Egitto

Come affermano molti scrittori e artisti “Giocare è una cosa seria”, questa frase riflettendo rispecchia veramente la verità e ci accomuna davvero tutti, fin da quando siamo piccini fino all’età adulta inutile negarlo, non c’è da meravigliarsi perché questo detto vale fin dai tempi antichi, da millenni. E allora cosa c’è di meglio di provare a viaggiare nel tempio per vedere come si giocava nelle epoche passate e che significati avevano i loro giochi? Preparatevi e mettetevi comodi, andremo alla scoperta del Senet, uno se non il più antico gioco da tavolo famoso che tutti conosciamo e proveniente dall’antico Egitto, la terra di Cleopatra. Sono sicuro che ne rimarrete affascinati e curiosi di giocarci subito. (altro…)

Il museo egizio di Torino, informazioni sulla mostra permanente

Il Museo Egizio di Torino rappresenta, per la città e per la storia di questa civiltà, una vera e propria perla rara: vediamo ora il perché questa particolare struttura assume una grande importanza a livello generale e soprattutto cosa è possibile vedere al suo interno.

La storia del museo

ingresso museo egizio torinoQuesto museo è uno dei più antichi mai sorti sul territorio italiano e l’unico, ancora oggi, dedicato interamente agli oggetti dell’antico Egitto.
La struttura venne fatta costruire dal re Carlo Felice nel lontano 1824: questo poiché il sovrano, amante delle storie provenienti da quelle terre, voleva che le collezioni che aveva acquistato, come quella Drovetti, potesse essere ammirata dalla nobiltà italiana, in particolar modo quella di Torino.

Inizialmente la struttura era esclusiva alla classe medio alta e la popolazione non aveva accesso e quindi non poteva ammirare le bellezze racchiuse nella stessa struttura.
Solo otto anni più tardi il museo venne reso pubblico e questo grazie alle costanti richieste della classe media.
Oggetto di diverse ristrutturazioni, dovute anche all’avanzare degli anni, il museo è stato reso maggiormente ampio grazie anche ai nuovi e differenti ritrovamenti che sono stati effettuati dagli archeologi e ovviamente mediante gli acquisti svolti dai collezionisti italiani.

Nel 2006 il museo, grazie all’organizzazione delle Olimpiadi Invernali del 2006, è stato parzialmente ristrutturato mentre, recentemente, sono stata modificate alcune aree che oggi creano un nuovo percorso che consente di focalizzarsi sulle nuove scoperte e quindi sui nuovi ritrovamenti effettuati.

Dal 2015, dopo un anno circa di lavoro, il museo egizio di Torino è stato nuovamente aperto al pubblico, con diversi strumenti telematici che consentono di aumentare l’apprendimento e soprattutto di avere una voglia crescente di scoprire tutte le diverse storie che ruotano attorno ai ritrovamenti effettuati negli ultimi anni e ovviamente ai proprietari di tali oggetti.

Cosa è possibile ammirare all’interno del museo egizio di Torino

particolare museo egizio torinoIn questa struttura è possibile ammirare una vasta serie di reperti, molti dei quali ancora integri, in grado di raccontare gran parte della storia di una cultura che da sempre ha affascinato gli appassionati delle popolazioni antiche, tanto misteriose quanto in grado di compiere passi da gigante sotto il profilo evolutivo.

Nel museo egizio di Torino ogni reperto ha una sua sezione apposita, ovvero è possibile notare come le diverse tipologie di ritrovamenti storici siano stati attentamente e gelosamente suddivisi in maniera tale da offrire ai visitatori la possibilità di scoprire diverse parti della storia di questa civiltà.

I reperti maggiormente importanti custoditi in questa struttura sono il Papiro di Torino, ovvero un particolare documento nel quale sono elencati, in ordine cronologico, gran parte dei sovrani che si sono susseguiti nel trono d’Egitto, compresa Cleopatra.
Le statue di Sekhmet, antica divinità egizia molto temuta dalla popolazione, si trova nel museo di Torino e viene seguita da una riproduzione in miniatura della Sfinge nonché dal sarcofago di Ibi, sovrano egiziano, e da oggetti presenti in diverse tempo dei diversi faraoni.

Ogni oggetto viene accompagnato da un’accurata descrizione che permette di scoprire diversi dettagli che riguardano appunto la popolazione egiziana e il loro modo di agire.

Pertanto il Museo Egizio di Torino rappresenta un tipo di struttura dove questa civiltà, ormai evolutasi, riesce a tornare indietro nel tempo e fare in modo che anche le persone dei tempi moderni possano scoprire svariate informazioni relative a usi, costumi e usanze, delle antiche popolazioni egiziane.

Cleopatra: i trucchi e segreti di bellezza della Regina d’Egitto

Entrando all’interno di una profumeria, si rimane in contemplazione di quante siano le possibilità per una donna di truccarsi. Per un make up perfetto, le aziende specializzate hanno creato proprio di tutto: dai rossetti alle creme, dai fondo tinta agli smalti c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Ovviamente anche in questo contesto, gli addetti ai lavori suggeriscono di non perdere il senso della misura, indicando che il trucco va bene soprattutto quando non eccede in quantità ma si limita a coprire eventuali difetti e a risaltare i tratti più significativi del volto di una persona.

Ma la storia del make up è decisamente molto antica ed è possibile trovarne traccia in tutte le civiltà passate.
Ad esempio nell’Egitto dei Faraoni, non erano solo le donne di rango ad approfittare di belletti di ogni tipo ma anche gli uomini erano abituati a far uso di trucchi per esaltare la propria bellezza.

Strano? Magari potrebbe apparire insolito ma non certo strano soprattutto se il make up era specifico per risaltare il taglio degli occhi, come ben si evince anche nelle pitture di quel tempo. Certamente non si trattava di ritrovati chimici ma totalmente naturali, come la malachite (un semplice ossido del rame) che regalava un colore nero che veniva utilizzato per il contorno degli occhi. Questo ossido verrà soppiantato in seguito dal Kohl, un tipo di minerale di piombo dal tipico colore nero.

C’è da dire che anche le palpebre venivano interessate dal trucco e la stessa malachite, miscelata con miele e grassi di origine animale e sfumata opportunamente, offriva una bella tonalità di verde.
Unguenti profumati erano invece utilizzati a mo’ di protezione contro il clima particolarmente caldo e umido e dalla sabbia del deserto.

Cleopatra trucco cinema

Inutile sottolineare il fatto che gli antichi egizi, avevano inventato anche una sorta di scrub realizzato con sale, miele e carbonato di sodio che aveva la proprietà di rendere la pelle perfettamente liscia e priva di impurità.
Il vezzo prettamente femminile di sconfiggere i segni del tempo era in voga anche allora con misture di sostanze sempre di origine naturale che creavano unguenti capaci di distendere la pelle e di ridurre le rughe.

La pianta di ligustro opportunamente trattata, rilasciava un estratto di colore rosse che veniva sfruttato per dipingere le unghie.
Oli ricavati da piante e frutti erano usati da entrambi i sessi per irrorare il proprio corpo di profumi molto utilizzati in ogni circostanza.
Da questo rapido sunto si può comprendere che gli antichi egizi erano particolarmente attenti al loro aspetto estetico e non solo durante le cerimonie religiose ma anche nella vita di tutti i giorni.

Come si truccava Cleopatra, l’egiziana più famosa di tutte

Elizabeth Taylor cleopatra

Se il maquillage risultava elaborato per le persone ‘normali’, qual’era allora il make up preferito dall’egiziana più famosa e più bella? Stiamo parlando di Cleopatra che, storia narra, sapeva bene come intrigare gli uomini per metterli al suo servizio.
L’immagine che sale alla mente quando si parla di Cleopatra è certamente quella di Liz Taylor che la incarnò in un celebre film dove recitava in compagnia di Burt Lancaster ma, la vera Cleopatra era ancor più bella?
Non possiamo averne la certezza ma sappiamo in quale modo questa donna affascinante, amava trattare il suo corpo per evidenziare la sua bellezza.

E’ noto che si faceva il bagno immersa nel latte d’asina per rendere la propria pelle sempre liscia e diafana; così come che utilizzava acqua di rose per il viso e degli impacchi di sandalo per ammorbidire i suoi lunghi capelli e delle misture di polvere di galena nera per tracciare il contorno degli occhi.
Ma vediamo nello specifico quali trucchi usava la donna più intrigante di tutto l’Egitto e, forse, del mondo antico.

Prima di tutto, le testimonianze parlano che Cleopatra teneva all’igiene in particolar modo e, per questa ragione, si faceva ben quattro bagni al giorno.
Assicurata la pulizia, Cleopatra purificava l’epidermide con della farina d’avena usata come talco. La proprietà dell’avena di detergere la cute anche in profondità si coniuga con quella di essere un elemento esfoliante e idratante di notevole caratura. Per questa ragione la famosa regina faceva mescolare la farina d’avena con del latte intiepidito per formare una sorta di crema che passava sul viso dove la faceva restare per qualche minuto prima di risciacquarsi.

Abbiamo accennato al latte fresco di asina utilizzato da Cleopatra per il suo bagno. E’ innegabile il fatto che questo elemento regala alla pelle una setosità e una morbidezza fuori dal normale e se, volete fare una lontanissima esperienza del genere, dopo aver riempito la vasca di acqua calda aggiungete un litro di latte normale e constatatene il risultato finale.

Altro trucco usato dalla regina d’Egitto era quello di cospargere i capelli di burro di cocco che, oltre ad essere un prodotto nutriente per i capelli, regala una lucentezza agli stessi al di fuori dell’ordinario. A questo ingrediente, Cleopatra faceva aggiungere anche alcuni oli come quello di cedro, di sandalo e di mirra, le cui proprietà sono quelle di rinforzare il bulbo pilifero e permettere la ricrescita dei capelli.

I piccoli segreti di bellezza della regina d’Egitto

Dovendo fare un vademecum circa il maquillage di Cleopatra storicamente accertato, questo è quanto emerge.

Quanti farebbero un bagno con latte d’asina e sterco di coccodrillo? Non crediamo in molti ma la regina d’Egitto trovava questa mistura qualcosa di particolarmente efficace per la sua bellezza.
Sicuramente meno ‘impegnativo’ era l’alternativa del bagno con latte e miele che aveva il pregio di azzerare qualsiasi infezione cutanea oltre che a garantire uno scrub davvero efficace.
Inutile sottolineare che Cleopatra conosceva bene le proprietà dei Sali del Mar Morto con i quali contrastava la ritenzione idrica ed assicurava una pelle ben levigata.
Come tutte le altre notabili egiziane, Cleopatra si faceva delle maschere al viso con semi di fieno greco con lo scopo di donare al volto una levigatezza del tutto speciale.

Altra usanza in voga a quel tempo era l’utilizzo dell’henné come scrub viso. Quindi, non veniva usato solo come semplice tintura ma, unito all’olio di cedro l’henné ha proprietà esfolianti e la capacità di rimuovere imperfezioni e piccoli brufoli e punti neri.
Certamente Cleopatra approfittava dell’olio di mandorle per combattere le rughe, data la sua capacità elasticizzante e idratante.
Abbiamo già accennato al burro di cocco per nutrire i capelli e per modellarli come si fa oggi con il gel.
E sempre in ottica ‘capelli’, anche la regina aveva una vera e propria ossessione per la sua chioma e si faceva frizionare la testa con un mix di oli di sandalo, mirra e cedro per rinforzarne i bulbi.

Era conosciuto anche il gel di aloe che veniva utilizzato in molte occasioni come per sanare piccole ferite e abrasioni ma anche per la bellezza del corpo.
Cleopatra, per il trucco vero e proprio sfruttava quanto era a quel tempo disponibile che, ovviamente, era esclusivamente di origine naturale e animale: da oli a polveri colorate, da ocra all’henné come ritrovato all’interno delle tombe di faraoni e di notabili.
Gli archeologi hanno potuto stabilire che i trattamenti usati, offrivano colori vividi e brillanti che non passavano certo inosservati.

Abbiamo già citato la malachite e la galena che venivano allungati con resine, grassi e acqua prima di essere passati sul viso con dei bastoncini di legno usati come pennelli. Anche durante le varie fasi storiche che hanno caratterizzato l’antico Egitto, le mode si sono susseguite e aggiornate e se prima uomini e donne si limitavano a dipingersi il contro degli occhi, nel Medio Regno, si incominciò a colorare la palpebra e ad utilizzare del bistro nero e, successivamente, l’ocra rossa in polvere veniva apposta sulle guance per colorare le gote in segno di buona salute.

Sono passati millenni da allora ma le donne continuano a truccarsi per apparire sempre giovani e belle e per mantenere (inconsciamente) vivo, il mito della bellissima regina d’Egitto, Cleopatra.

Recensione di Cleopatra, il film del 1963

Cercando nel vocabolario, alla voce “colossal” dovrebbe apparire una vecchia, ma ancora oggi molto attuale, locandina di un film. Stiamo parlando di Cleopatra, lo straordinario successo cinematografico del 1963 diretto da Joseph L. Mankiewicz, film che vede tra i protagonisti nomi illustri quali Elizabeth Tylor e Richard Burton, rispettivamente nei panni di Cleopatra e Marco Antonio, a cui si aggiunge la splendida interpretazione di Rex Harrison “nella toga” di Giulio Cesare.

1963 Cleopatra trailerIl film è ancora oggi una delle espressioni cinematografiche di maggior rilievo del secolo appena conclutosi, alla pari di altri capolavori in costume quali Ben Hur o Il Gattopardo.

L’opera è di sicuro valore storico oltre che artistico: lo testimonia in primis i quattro Premi Oscar vinti come miglior fotografia, miglior scenografia, costumi ed effetti speciali. Tuttavia, la versione di Cleopatra datata 1963 è ancora oggi ricordata per ben altri motivi.

Il film infatti, il cui budget iniziale era di soli due milioni di dollari, rischiò di essere per la 20th Century Fox un clamoroso buco nell’acqua dal punto di vista finanziario: Elizabet Tylor chiese ed ottenne un milione di dollari per esserne la protagonista e oltre al cast milionario, il film è ricordato come tra i più sfarzosi impegni produttivi del secolo passato.

Il budget messo a disposizione per ultimare le riprese raggiunse i 44 milioni di dollari, cifra per l’epoca estremamente importante che fece scricchiolare più di qualche sedia all’interno della casa di produzione. Tant’è che nel 1963, le tut’altro che cospique entrate dei botteghini non riuscirono a coprire totalmente l’esborso finanziario affrontato dalla casa di produzione.

Tuttavia, è innegabile che un cast d’eccezione , scenografie per l’epoca impensabili e centinaia di magnifici costumi hanno reso Cleopatra un sogno ad occhi aperti per intere generazioni.

La trama del film

Cleopatra è un film di carattere epico/storico con sfumature tendenti al romantico in quanto narra la vita dell’affascinante sovrana d’Egitto e dei suoi due grandi amori intrecciati con l’Imperatore romano Giulio Cesare e il condottiero Marco Antonio.

Cesare, sbarcato in Egitto dopo aver battuto ed ucciso in battaglia Pompeo, raggiunge la città di Alessandria con lo scopo di insediarsi alla corte del faraone Tolomeo XIII e della sorella Cleopatra, della quale si innamora perdutamente.

Apollodoro (fedele servo della regina d’Egitto) entra nel palazzo celandosi dietro le sembianze di un venditore ambulante di tappeti, portando con se quello che lui stesso descrive come un regalo di Cleopatra, ovvero un tappeto arrotolato.

Una volta srotolato l’omaggio ne esce la stesa regina: i due si intrattengono animati da un breve quanto tagliente colloquio al cui termine, Cleopatra si congeda per raggiunge le sue stanze, lasciando Cesare tentato ed affascinato non solo dalla bellezza della donna ma anche e soprattutto dalla sua intelligenza dialettica.

Alcuni giorni dopo, Cesare ottiene da Cleopatra libero accesso alla sala del trono e la stessa mette in guardia l’Imperatore romano contro il fratello Tolomeo che nel frattempo ha provveduto a far circondare il palazzo dai propri soldati. Cesare risponde sicuro di poter abilmente gestire un attacco da parte degli uomini del Faraone. Lo scontro tra i soldati romani e l’esercito egiziano porta Giulio Cesare a dar fuoco alla flotta egiziana con lo scopo di ottenere pieno controllo del porto cittadino. Tuttavia, la strategia di Cesare risulta fin troppo dirompente tant’è che le fiamme raggiungono la maestosa libreria di Alessandria, mandandola in cenere.

Cleopatra, furibonda, affronta Cesare ma quest’ultimo non da segno di voler ritirare i propri uomini. Anzi, il suo impegno nel contrastare l’esercito di Tolomeo diventa ancor più deciso: durante un attacco al palazzo da parte di Tolomeo, i Romani rispondono con prontezza e ne sventano l’attacco.

Oramai il conflitto tra Cleopatra e il fratello diventa insanabile e l’ormai ex re egiziano ordina a Potino di avvelenare la sorella. L’attacco alla vita della regina viene però sventato decretando la condanna a morte di Potino mentre Tolomeo viene allontanato da Alessandria.

Cleopatra viene quindi incoronata unica regina d’Egitto.

Dopo breve, la sovrana rimane incinta e da alla luce un figlio maschio: Tolomeo Cesare, riconosciuto come figlio e suo erede da Giulio Cesare.

Cesare rientra a Roma ma Cleopatra resta per i primi anni in Egitto con il figlio. Volendola con lui a Roma, Giulio Cesare organizza una sfarzosa quanto trionfale entrata a Roma della regina egiziana. L’amore tra i due però, è destinato ad un corso assai breve causa la caduta dell’Imperatore per mano dei congiurati.

Il giorno delle idi di marzo, il 15 del mese, Giulio Cesare viene pugnalato a morte da alcuni senatori e cade morente dinnanzi alla statua di Pompeo. Cleopatra rientra in Egitto con il figlio, timorosa per la vita di entrambi.

Nel frattempo, il Mar Mediterraneo è attraversato in lungo e in largo da focosi combattenti che fan di tutto per estendere i propri poteri. Tra di loro c’è Marco Antonio, già conoscente e ammiratore di Cleopatra, che chiede di raggiungere la regina in Egitto anche per sfruttare la posizione strategica della città.

Cleopatra accetta di incontrare il condottiero romano ma organizza il tutto durante una sfarzosa festa su una barca al largo del porto egiziano. Complice le danze ed il vino, la passione tra i due oramai è irrefrenabile: Cleopatra e Marco Antonio passano la notte assieme.

Cleopatra intreccia così una relazione con l’affascinante condottiero romano nonostante Ottaviano costringa con un inganno quest’ultimo a sposare la sorella Ottavia. Marco Antonio riesce a mantenere salde le redini della storia d’amore con la regina ma questa arriva a chiedere come prova d’amore un terzo dei territori romani: Marco Antonio accetta scatenando le ira di Ottaviano.

Ottaviano, furibondo, dichiara guerra a Marco Antonio, guerra che vede l’apice nella battaglia di Azio, al largo delle acque greche. L’esercito di Ottaviano sembra aver la meglio dando fuoco alla nave di Marco Antonio che si salva buttandosi in mare assieme ai suoi uomini.

Cleopatra, credendo il proprio amato morto, fugge per rientrare in Egitto. I due si ritrovano ad Alessandria ma la depressione per quanto accaduto ad Azio non consente a Marco Antonio di riprendere la relazione e la guida dell’esercito con lo stesso vigore di un tempo.

Nel frattempo Ottaviano è sulle piste di Marco Antonio, seguendolo sino in Egitto e assediando la città. Cleopatra si nasconde e Apollodoro, non ritenendo Marco Antonio degno della regina, dice al condottiero ch’ella è morta.

Marco Antonio si suicida per la disperazione buttandosi sulla sua stessa spada.

Il palazzo oramai è assediato dagli uomini di Ottaviano che lo conquista facilmente e imprigiona la bella regina. Cleopatra, per sottrarsi al vincitore, sceglie anch’essa di morire.

Dietro la cinepresa: Cleopatra visto da noi

Cleopatra film locandinaNonostante Cleopatra sia ricordato oggi come una grande opera d’arte cinematografica, agli inizi degli anni sessanta aveva destato non poche preoccupazioni ai manager della casa produttrice i quali non riuscivano proprio a spiegarsi come un’investimento economico così impegnativo non avesse fatto breccia nei cuori di un pubblico borghese ma attento.

Ancora oggi guardiamo ammirati le sontuose scenografie e gli splendidi costumi d’epoca che hanno reso i tre protagonisti riflessi autentici dei personaggi storici. Eppure, Cleopatra è molto altro…

Su tutto, spicca sicuramente la figura elegante ed inarrivabile della divina Liz Tylor, capace di interpretare il difficile ruolo di una regina non solo bella ma anche carismatica e stratega, in amore quanto in guerra. Ruolo che agli inizi degli anni sessanta, all’interno del ceto americano “bon ton” non era certamente solito veder cucito ad una donna, nemmeno a colei che all’epoca reggeva trionfante lo scettro di regina di Hollywood.

Quindi, con quali occhi dobbiamo guardare Cleopatra oggi? Sicuramente indossando gli occhiali dell’epoca, ammirando un film che si impone per la sua importanza storica, per lo sfarzo e la cura nei dettagli utilizzata nei costumi e per l’interpretazione offerta da un cast che sulla carta mette sicuramente d’accordo un po’ tutti.

Cleopatra va innanzitutto guardata con ammirazione, ammirazione per la protagonista che oltre cinquant’anni fa, indossando abiti succinti e clamorose scollature, ha fatto credere al pubblico di poter mettere in scacco i più abili conquistatori romani. L’ammirazione inoltre scollina nel vero e proprio amore per una recitazione ben lontano dalle più alte definizioni accademiche.

La liason nata tra Liz Tylor e Richard Burton (all’epoca un vero e proprio scandalo condannato persino dal Vaticano in quanto entrambi gli attori erano sposati) ha infatti reso l’interpretazione appassionata ed estremamente realistica. Mantenendo però il giudizio medio-borghese dell’epoca, è indubbio che solo un pubblico di moderne vedute potesse apprezzarne le sfumature interpretative, al di là del vocio scandalistico.

Ci resta quindi un’opera da guardare da due diverse prospettive: ammirandone i dettagli ma scordando le stravaganze che per definizione, abbracciano la storia, gli intrighi e gli amori della più potente regnante donna ad oggi conosciuta.

E ci perdonino gli amanti dell’alta definizione, ma la patina ruvida di questa bellissima ultra cinquantenne non desideriamo proprio vederla rimasterizzata!

La storia di Cleopatra Regina d’Egitto

Bellissima, scaltra, intraprendente, una donna passata alla storia per i suoi amori e il suo fiuto politico: ecco la storia di Cleopatra, l’ultima Regina d’Egitto.

La Gioventù di Cleopatra

dipinto cleopatraCleopatra VII, come viene ricordata dalla storiografia contemporanea, fu l’ultima regina del regno d’Egitto guidato dalla dinastia macedone dei Tolomei, che in tale paese si era insediata dopo la spartizione dell’antico impero di Alessandro Magno. Alla sua morte, il paese verrà definitivamente annesso all’impero romano, determinando così la fine dell’epoca chiamata ellenistica.

Cleopatra nacque probabilmente tra il 70 e il 69 a.C., come figlia del faraone Tolomeo XII Aulete; discussa l’identità della madre, che secondo alcuni fu una donna sconosciuta, mentre secondo altri fu Cleopatra VI, sorella e al contempo moglie di Tolomeo XII. La sua ascendenza regale collocò Cleopatra nell’ambito della dinastia dei Tolomei, con parentele anche verso quella dei Seleucidi: in questi termini, la futura regina poteva vantare una sontuosa linea familiare che la inseriva a pieno titolo tra i più importanti discendenti del regno macedone di Alessandro Magno.

Il suo nome proviene dal greco “Kleos patros”, che letteralmente significa “gloria del padre”. Tra i tratti distintivi della sua famiglia regnante v’era il fatto che essi usassero tradizionalmente solo il greco, considerando l’egiziano una lingua non ufficiale: a differenza delle tradizioni, invece, Cleopatra si impegnò nello studio dell’egizio (ma, in seguito, si dice che parlasse fluentemente molte altre lingue antiche), che avrebbe utilizzato nel periodo del suo regno per imporsi più saldamente come sovrana dell’intero Paese. Non a caso, Cleopatra viene tuttora considerata, insieme ai faraoni Ramses II e Tutankhamon, tra i regnanti più famosi dell’antico Egitto.

La gioventù di Cleopatra fu caratterizzata dal progressivo avvicinamento tra gli interessi politici egiziani e quelli romani, che condusse il padre di Cleopatra a fuggire dal regno nel 58 a.C., quando i romani strapparono il regno cliente di Cipro al fratellastro del faraone. La crisi politica interna condusse il faraone a chiedere l’intervento dei romani, nell’aiutarlo a restaurarne il trono: questo provocò inevitabilmente una prima ingerenza romana negli interessi dell’Egitto, che avrebbe successivamente caratterizzato tutto il regno di Cleopatra.

Cleopatra regina d’Egitto e l’amore per Cesare

Una volta recuperato il trono, tuttavia, Tolomeo si sarebbe ammalato presto, per morire nella primavera del 51 a.C. Secondo le disposizioni già prese dal precedente faraone, Cleopatra sarebbe diventata regina in quanto figlia maggiore: tuttavia, onde evitare il rischio di tumulti a causa del suo essere donna, il padre aveva deciso che nel regno sarebbe stata affiancata dal fratello Tolomeo XIII. Entrambi i figli, infatti, ricevettero nel 52 a.C. l’appellativo di Theoi Neoi Philadelphoi (“nuovi Dei fratelli amanti”): infatti, alla morte del padre, Cleopatra salì al trono insieme al fratello di appena dieci anni, con il quale, secondo la tradizione della dinastia tolemaica, avrebbe dovuto sposarsi per condurre congiuntamente il regno. Tuttavia, il matrimonio non ebbe luogo al momento dell’ascensione al trono d’Egitto e, secondo le fonti disponibili, probabilmente non si sarebbe mai concretizzata.

statua cleopatraL’astuzia di Cleopatra si manifestò già durante i primi anni di regno: infatti, nonostante il disegno paterno, che avrebbe voluto un regno congiunto tra i due fratelli, Cleopatra cercò sin da subito di accentrare il potere nelle sue mani, rimuovendo addirittura il nome del fratello dagli atti ufficiali. Allo stesso tempo, lavorò per rendere più riconoscibile e apprezzato il suo nome presso il popolo, come dimostra la partecipazione ai riti di assunzione del nuovo toro sacro di Api. Infine, cominciò sin da subito a tessere tele di amicizie ed alleanze politiche, come quella nei confronti del governatore dell’Alto Egitto, Callimaco, regione particolarmente importante dal punto di vista politico e presso cui il padre di Cleopatra aveva goduto di ampia popolarità.

Le manovre politiche della Regina, tuttavia, raccolsero rapidamente il malcontento di molti notabili di corte, i quali approfittarono di una forte carestia, verificatasi nella seconda metà del 50 a.C., per minare il consenso che Cleopatra stava raccogliendo presso la popolazione: in particolare, obbligarono i mercanti dell’Alto Egitto a dirottare il grano verso Alessandria, così impoverendo il territorio in cui la Regina godeva di maggior consenso. La manovra ebbe l’effetto sperato, al punto che la Regina fu costretta, tra il 49 e il 48 a.C., a lasciare prima Alessandria e, infine, anche l’Alto Egitto, trovando rifugio in Siria, dove poteva contare su alcuni validi alleati del padre. Qui Cleopatra si preparò all’imminente guerra civile contro la fazione che voleva estrometterla dal trono in favore del co-faraone Tolomeo XIII.

Gli eventi, tuttavia, vennero rapidamente sconvolti dall’arrivo in Egitto del generale romano Pompeo, in cerca di rifugio dopo la sconfitta ad opera di Giulio Cesare, che pose fine alla prima guerra civile romana. Il generale romano sperava di trovare rifugio alla corte di Tolomeo XIII, ma quest’ultimo, temendo possibili reazioni da parte del vittorioso Cesare, decise di farlo assassinare, per poi offrirne la testa all’antico nemico.

Questo atto, tuttavia, non incontrò il favore di Cesare, che, anzi, appresa la situazione di guerra civile esistente tra Tolomeo XIII e Cleopatra, decise di intervenire per risolvere il conflitto, in forza anche del testamento di Tolomeo XII che nominava il popolo romano come garante della stabilità politica dell’Egitto. Durante questo periodo di stasi, il console romano, ormai prossimo a divenire dittatore, rimase ad Alessandria d’Egitto con le sue legioni, incontrando il discontento del popolo, che si sollevò numerose volte in rivolte contro quello che veniva visto come un usurpatore illecito. L’ingerenza romana negli affari egizi si tradusse, infine, in un vero e proprio tentativo di ribellione, ordito dalla fazione dei Gabiniani, fedeli a Tolomeo: lo scontro sfociò in un assalto alle legioni situate ad Alessandria e all’assedio del palazzo reale. Per difendersi, Cesare, ordinò l’incendio della flotta egizia nel porto, ma le fiamme si propagarono ben presto in tutta la città, distruggendone buona parte, insieme alla famosa Biblioteca di Alessandria. Una volta sedata la rivolta, Cesare scoprì le trame esistenti ai suoi danni e si decise ad arrestare e giustiziare Tolomeo.

Dopo una lunga battaglia contro le residue forze fedeli al giovane faraone, Cesare rientrò in Alessandria con le sue legioni e con numerosi rinforzi arrivati dalle province asiatiche e impose una nuova co-reggenza tra Cleopatra e il secondo fratello di lei, Tolomeo XIV. Sebbene l’Egitto rimanesse formalmente indipendente, è da questo momento che il rapporto con la repubblica romana divenne così saldo da determinarne una dipendenza di fatto: non a caso il generale romano lasciò alcune legioni ad Alessandria per mantenere l’ordine pubblico.

Inoltre, durante tutto il tempo in cui Cesare rimase in Egitto nacque e si sviluppò una relazione amorosa con Cleopatra: è proprio questo il motivo che ha permesso a molti storici antichi e moderni di attribuire alla Regina grandissime doti da seduttrice e ammaliatrice, dal momento che, grazie alle proprie armi di fascino e astuzia, Cleopatra riuscì a garantirsi l’appoggio del potente console romano per mantenere e restaurare il proprio potere.

Dalla relazione tra Cesare e la bellissima Cleopatra sarebbe nato un figlio, Tolomeo Cesare, detto Cesarione (dal greco Kaisarion “piccolo Cesare”). Peraltro, con la nascita di un figlio, Cesare assicurò a sè stesso anche un legame personale con il trono egiziano, mentre Cleopatra si forniva di garanzie di indipendenza e potere.

Dall’assassinio di Cesare alla morte di Cleopatra

La relazione tra Cesare e Cleopatra durò negli anni successivi, fino a quando nel 46 a.C. la Regina si recò a Roma con il figlio appena nato, rimanendovi fino alla morte del dittatore nel 44 a.C. Il clima politico deteriorato nella città e l’evidente ostilità nei confronti della regina straniera da parte degli ambienti repubblicani in rivolta (gli stessi, peraltro, che avevano congiurato per liberarsi del dittatore romano), convinsero la Regina a ritornare in Egitto, dove, dopo la morte del fratello Tolomeo XIV, associò a sè come co-reggente il piccolo Cesarione, col nome di Tolomeo XV.

Le fortune politiche di Cleopatra, da quel momento, dipesero dalla successiva relazione instaurata, a partire dal 42 a.C., con Marco Antonio, uomo di fiducia di Cesare e attuale triumviro di Roma. Tra i due nacque una relazione che condusse il generale ad Alessandria per tutto l’anno successivo, culminata nella nascita di due gemelli, Cleopatra Selene e Alessandro Helios. I due, inoltre, si sarebbero formalmente sposati nel 37 a.C., anche se Antonio era già legato, secondo il rito matrimoniale romano, con Ottavia, sorella di Ottaviano, l’altro triumviro. Il ripudio della moglie legittima da parte di Marco Antonio scosse profondamente l’opinione pubblica romana e rappresentò l’arma perfetta per Ottaviano, il quale seppe abilmente manipolare gli ambienti politici romani contro la coppia romano-egiziana. In realtà, Ottaviano, preoccupato del crescente potere di Cleopatra, che minacciava di voler instaurare un impero orientale potenzialmente pericoloso per l’egemonia romana nel Mediterraneo, colse rapidamente la palla al balzo per far passare Marco Antonio come traditore della patria.

Lo scontro fu inevitabile: dopo la dichiarazione di guerra all’Egitto, Cleopatra fece costruire una enorme flotta di 300 navi, che si scontrarono, nel 31 a.C. contro la flotta romana durante la celebre battaglia di Azio.
Questo scontro si rivelò un disastro per la flotta egiziana, perciò la regina riparò rapidamente ad Alessandria insieme ad Antonio. Pochi mesi dopo, Ottaviano invase il regno d’Egitto con le sue legioni, occupando rapidamente Alessandria e inducendo Antonio a suicidarsi per non cadere nelle mani del suo nemico.

Quando ormai tutto era perduto, Cleopatra, secondo quanto racconta Plutarco, si rinchiuse nel mausoleo tolemaico e si suicidò con il morso di un’aspide. Questa versione, tuttavia, è contestata da alcuni studiosi moderni, i quali ipotizzano che la Regina sarebbe stata ben consapevole del fatto che il veleno di questo serpente l’avrebbe condotta ad una lunga agonia, proponendo in alternativa l’utilizzo di una miscela di veleni precedentemente preparata.

Dopo la morte dell’ultima Regina, l’Egitto venne formalmente conquistato da Ottaviano e convertito in una provincia romana. Lo stesso Ottaviano, che presto sarebbe diventato l’imperatore Augusto, fece giustiziare Cesarione (temendone le pretese ereditarie, in quanto figlio di Cesare) e festeggiò il proprio trionfo a Roma seguito da un carro che montava un dipinto della bellissima Cleopatra, tra le più acerrime nemiche della res publica romana.